sabato 10 ottobre 2015

Lo straordinario calcolo Modam Barra



-”Lo espella, lo espella ora!” - urlo’ Badini come un forsennato
-”Ma e’ enorme”
-”Lo espella, cazzo!”
-”Ho un dolore terribile, mi sono gia’ fatto 7 punture di muscoril e voltaren sulla coscia” 
-”Lo deve espellere subito. La faccia finita con quelle punture” - fece minaccioso Badini, coach dei malati piu’ importanti di Milano.
Ernesto Modam era sfinito: chiuso dentro una tenda di seta, era disteso nudo su un lettino. Un sondino, che aveva prima programmato e poi inghiottito insieme al brasato al barolo due sere prima, si era conficcato nella vescica e gli trasmetteva su un monitor 8k l’immagine di un calcolo gigantesco.
-”Io mi farei la puntura al nandolone sul pisello, che dice dottor Badini?”, disse sfinito, mentre con la mano sinistra gia’ si conficcava l’ago. -”Il dolore e’ tremendo e temo che il barolo cotto 76 ore abbia solidificato i reni e non faccia uscire il calcolo”
-”Non lo faccia, il nandolone le dara’ effetti collaterali per mesi”
Ernesto si sparo’ un’altra puntura di nandolone extra,  trovo’ il coraggio per filmare tutto, compreso il calcolo che usciva con effetto time-lapse, la puntura stessa di nandolone e il tendino di seta shantung. 
Alle 10 di sera trovo’ le forze per postare il filmato da 120 giga su Facebook, Instagram, Linkedin, Twitter e Whatsapp. Pretese che una rete televisiva israeliana lo proiettasse come news delle 8.

Il condominio si era disinteressato a tutti i suoi problemi di  salute, affaccendato com’era dalle solite attivita’. Marco Marrico stava vendendo dei telefoni insieme a set di posate e pentole, mentre Aureliano Barra aveva comprato l’ultima bicicletta in avorio con le gomme ad acqua.
Aveva infatti finanziato una start-up egiziana per un telefono al quarzo (diceva Aureliano che il telefono aveva la stessa precisione di un Casio, pur costando dieci volte tanto), ricevendo cosi’ un buono per l’acquisto della bici ad acqua a soli 2.500 euro.
-”Aureliano, cosa ci dobbiamo fare con l’ottava bicicletta, siamo in quattro. Con quei soldi comprerei una borsa double di Prada” - le strillo’ la moglie Josepha.
-”Come fai a non capire, la bici ad acqua e’ il futuro, se fori sai subito dove e’ il buco senza dover mettere la ruota nella bacinella”
-”Ma non avevi finanziato la start up che faceva riparazioni senz’acqua e che trovava il buco con un sondino di terracotta?”
-”Purtroppo sono falliti perche’ il sondino di terracotta non entrava nella valvola della ruota. Sono sicuro che la ruota ad acqua e’ la strada giusta”
-”Quindi abbiamo perso tutti i nostri soldi? Non avevi detto che avevi anche investito nella ditta dei sondini di terracotta per moltiplicare il nostro guadagno? E che, se tutto andava bene, mi avresti comprato casa nel Bosco Verticale? Non ne posso piu’ di vivere sotto Modam, che puzza di calcolosi da anni. E non si taglia neanche i capelli”

Insomma le solite storie, quando, nella notte, urla disperate squarciarono il silenzio del condominio.
‘“Dov’e’ la mia agendina con i numeri di telefono, Ghitin?” - urlo’ Modam come posseduto dal demonio.
-”Ernesto, hai un Iphone 9 con il ricalcolo satellitare dei contatti e aggiornamenti ogni 20 secondi, cosa ci fai con l’agendina?” - rispose seccata Margherita, stufa di sentirsi apostrofata in stretto piemontese.
-”Non so cosa sia un Aifon, accendi la radio e il grammofondo e trovami l’agendina, altrimenti urlo. Tutta la notte.”
Il nandolone, oltre a restituirgli un pisello tumefatto e inutilizzabile, gli aveva fatto perdere ogni conoscenza informatica. E ogni desiderio. Le notti passate a scrivere codice erano ormai un ricordo. Voleva soltanto aprire un negozio, di vitello tonnato e marron glaces, che avrebbe chiamato “Vitel Glaces”.
Getto’ tutti i computer, la wifi e le 10 damigiane di nandolone.
Purtroppo, lanciando dal balcone dell’ottavo piano la chiavetta usb da 5 Peta, grande 5cm ma dal peso di due tonnellate, uccise per errore il dottor Badini, che passava per caso sotto casa sua.
Aureliano Barra, con la sua nuova bici a ruote d’acqua, scivolo’ sulla pozzanghera di nandolone e, steso a terra, ne aspiro’ i vapori per oltre un’ora. Il giorno dopo ritiro’ tutti gli investimenti dalle start up per dedicarsi alla coltivazione dei ceci di Bolsena in balcone.
Josepha, con cura, innaffia le piantine di Aureliano nel balcone del 24 piano del Bosco Verticale.

martedì 6 gennaio 2015

La strabiliante vita di Egisto Modam




Si vedeva già da bambino che Egisto sarebbe stato un personaggio fuori dal normale.
-“Mamma, ma cos’è questo regalo di Natale? E’ agghiacciante”
-“Ma tesoro, è una macchina radiocomandata, è il sogno di tutti i bambini” - 
-“Ti ho detto mille volte che mi fa schifo questa roba tecnologica. Mi avevi promesso una bibbia scritta su papiro vergine”
I genitori di Egisto erano disperati. Rifiutava qualsiasi cosa nuova, anche la più ovvia. Dormiva in un materasso di paglia a 6 anni. A 8 pretendeva di accendere il fuoco con due pietre che gli aveva venduto Marco Marrico, un vicino di casa. A 12 salì a piedi nudi sul tetto rompendo a martellate l’antenna del televisore. Un condomino, Giacinto Sisti, cercò di riempirlo di botte, urlandogli
-“Se io domani non vedo novantesimo minuto, ti strappo il pisello a morsi e lo do in pasto ai gatti del cortile, imbecille!”
Egisto rimise l’antenna, ma per protesta ascoltò per due anni solo Radio Londra e i “Pini di Roma” di Respighi a volume altissimo.
Alle superiori si fece iscrivere in una scuola reazionaria, il San Giuseppe di Torino, nella sezione speciale  “Il valore della tradizione”. Vaneggiava che Gutenberg aveva rovinato il mondo e si procurò, pagandoli a caro prezzo dal suo amico Marrico, dei manoscritti originali su cui aveva studiato Ferdinando II e Palmiro VIII (un avo di Marrico).
-“Riccardo, tutti i tuoi amichetti hanno il Vic 20 e il figlio di Giacinto Sisti ha appena comprato uno ZX Spectrum. Non puoi rimanere così indietro, ti compriamo almeno una calcolatrice?”, le fece la mamma disperata.
-“Brava, e magari vuoi anche mettere il telefono in casa e poi il televisore?? Ma ti rendi conto? Ringrazia Dio che non ti brucio i tuoi libri stampati, una cosa vergognosa per una casa borghese”.
Peggiorò sempre di più. Università di Filologia Antica nella scuola dei pellegrini di nostra Signora di Racconigi. Tesi di laurea scritta a mano “Abbracciare il latino nell’italiano: un esperimento con 12 declinazioni. Tanto per cominciare”. 
Durante una conferenza  su “Internet e il nuovo mondo: come spegnerlo?” conobbe Asunta, una ragazza dell’Uruguay molto intelligente e soprattutto con due cosce spropositate. La supplicò di iniziare una corrispondenza per posta tramite papiri e inchiostro a china antico, ma lei per tutta risposta gli lasciò il numero di cellulare.
-“Marrico mi scusi, mi potrebbe vendere un cellulare di nascosto? Sa, può sempre servire” -chiese Egisto in incognito il giorno dopo.
-“Guarda Egì, c’ho un cellulare della Nokia di 10 anni fa, 1.000 euro, un vero affare”
-“Solo 10 anni?”
-“No guarda c’ho anche un portatile da 10 kili dell’84 ma costa un pò di più”
Fu così che Egisto iniziò la sua fama di innovatore, del tutto immeritata. 
Comprò e studiò di nascosto sui fascicoli di Scuola Radio Elettra, imparò a programmare seguendo i corsi di Intimità, comprò a qualsiasi costo tutte le innovazioni che Marrico gli rifilava per farle vedere ad Asunta spacciandole per proprie, tra cui una rivoluzionaria macchina per pagamenti con lettura del flusso venoso, ovviamente non funzionante.
Asunta nel frattempo si vedeva con Guillermo, un pugile con nessuna cultura, ma con muscoli spaventosi.  Allora Egisto inventò di tutto, tra cui una fogna autopulente, un sistema di pagamenti da cellulari “WineMelon”, un bancomat senza soldi, una casa senza finestre.
Un suo amico, Andrea Malamita, lo incoraggiava e cercava di rivendergli le innovazioni che trovava  -solo lui - strepitose. Con l’aiuto di Malamita brevettò un frullatore che sfruttava l’energia del vento, e che con 5 ore riusciva a fare una spremuta d’arancia senza corrente. 
Non fece un soldo, ma riuscì a sposare Asunta.
Modam proiettò la chiesa con un ologramma in mezzo alla campagna piemontese, sfruttando un proiettore da 400.000 lumen. La luce era talmente forte che proiettava sedie vere. Dieci parenti di Asunta, venuti dall’Uruguay, riportarono gravi lesioni agli occhi. 
Anche il prete era stato sostituito da Babel, un motore di big data che aveva studiato 700.000 cerimonie nel mondo e che si autotraduceva simultaneamente nel linguaggio del villaggio di Asunta.
-“Asunta, quiereis como tu esposo Fiorindo?” - chiese Babel
-“Si, lo voglio” - fece Asunta, senza rendersi conto dell’errore.
Fiorindo era un giovane di studi che Egisto teneva rinchiuso in uno scantinato chiamato “Diablo”. Lì dovevano esserci server da 100 Peta, secondo Egisto, ma in realtà c’era solo il povero Fiorindo che doveva scrivere a mano tutte le transazioni di “WineMelon” e preparare Babel per il prete.
Fiorindo così convolò a nozze con Asunta ed Egisto si iscrisse ad un corso di cucina “Le ricette di Violetta” ed aprì un gazebo di salsicce davanti allo Stadio Olimpico.

mercoledì 29 ottobre 2014

MARCO MARRICO E LE AVVENTURE DI TRITAFONE



-"Accattatevillo! Accattateve o telefonoooo! Accatteve o Lumia a 50 euro! Accattatevillo"!!!
-"Ma scusi, signor Marrico, prima aveva detto 30 euro"
-"Accattevillo subito, signor Bordoni, domani raddoppia. Accatevillo o' Lumia a 150 euro!!!!"
Urla terribili arrivavano dal condominio. Sembrava diventato un basso napoletano. Bambini, anziani. Storpi. Gente venuta dagli altri condomini. Venditori ambulanti.
Nonne che avevano cucinato nella notte stufati di agnello nell'androne, cercando di agganciare Marrico all'uscita alle 8.30 del mattino. Per comprare un Iphone 6. Si diceva che il primo Marrico lo avesse regalato. E il secondo lo avesse venduto a 6 euro. Uno per ogni edizione.
Erano giorni che si ripeteva quella scena. Esattamente dal 19 Settembre.
-"Lo sai che Marrico e' andato via dalla Bancaulenti ed e' andato a lavorare in Tritafone?"
-"Non e' possibile, si diceva fosse in grande ascesa in Banca. Girava con un Samsung, due Ipad e un BlackBerry spento" - avevo detto confuso. In effetti quella dotazione tecnologica era riservata solo agli amministratori delegati.
-"Ma questo e' niente. In Tritafone lo hanno nominato Terminal Manager" - disse con aria superiore il serissimo Merio Bertone. -"Una carica molto importante, di quelle che non si possono rifiutare".
Merio si dilungo' in particolari sconcertanti. Appena vista la forte dipendenza di Marrico per ogni apparato tecnologico, che secondo alcuni sconfinava anche sugli oggetti di metallo semplicemente luccicanti, Tritafone gli aveva proposto il ruolo con lo stipendio dimezzato, senza casa, senza macchina, senza bonus. Ma con accesso illimitato ai Terminali, con possibilita' di vendita diretta da parte dello stesso Marrico, che poteva tenersi tutto il ricavato.
-"Lo hanno dovuto portare in infermeria.  Un piccolo infarto. Sa, Giacomo, per queste forme di dipendenza una notizia cosi' ha l'effetto di un'endovena di cocaina per un tossicodipendente" - aggiunse Bertone che cerco' di rubare un iphone caduto dalla tasca di Marrico.
Naturalmente Marrico noto' il tentativo di Merio e tiro' fuori un coltello a forma smartphone puntandoglielo alla gola. Merio finse di essere interessato all'acquisto e pago' il prezzo pieno, 739 euro, tutti in contanti.

Tornai a casa esausto e raccontai la scena a Mariella.
-"Ma Giacomo, io l'ho sempre detto che Marrico e' un ragazzo brillante, di quelli che fanno carriera. Diventera' amministratore delegato di Tritafone"
-"Ma lo capisci che e' senza senso questa cosa. Ha accettato meta' stipendio per gestire i telefoni e venderli direttamente. Non si puo' sentire" - feci indignato
-"Giacomo io non ne posso piu' delle tue morali. Sei invecchiato. Io giro con questo Iphone 5 che non e' neanche s. Guarda che se non fai qualcosa, compro due borse. Mi hanno chiamato da Hermes, e' appena arrivata una Kelly"
-"Papa' voglio l'Iphone 6! Dai parla con Marrico! Papa' basta con questo Iphone 5 s. Non se ne puo' piu'. Ha lo schermo piccolo e mi sento il tunnel carpale. Me lo prendi papa', dai ti prego! I miei amici hanno gia' tutti l'Iphone 4. Non e' giusto"
-"Ma Linda, ma se hanno l'iphone 4 dovresti essere contenta di avere il 5s. O no?"
-" Sei un loser papa'. Vuoi farmi perdere l'unico vantaggio che ho? Lo sai che i jeans Brandy che ho sono completamente fuori moda? E che con lo zainetto Quechua che mi hai regalato mi prendono tutti in giro perche' si vede da un km che e' di Decathlon?"
-"Allora se vogliamo un parere illuminato, chiamiamo Modam. Ci dira' lui cosa fare"
-"No, Modam no, e' strano, gira con le scarpe camouflage, un giorno l'ho visto che ha scritto una roba su facebook su un brevetto per l'apertura delle uova senza rompere il guscio!"

Insomma per farla breve chiamai Modam, che suggeri' prima di comprare l'Oppo a 7 euro che era meglio dell'Iphone e poi ci fece il pippone sulla sua nuova conferenza.
-"Tra un'ora devo essere al Sotary per confutare la Teoria della Relativita'" - disse trionfante - "Comprate l'Oppo e lasciatemi in pace"
-"Cosa tratta nella sua relazione?" - chiesi, nell'improbabile tentativo di arrivare ad un consiglio decente sul cellulare da comprare
-" Ma guardi, Giacomo, discuto un mio vecchio testo dal titolo "Relativismo Relativo. Come la CMOOS 6 di Intel puo' spostare in avanti il rapporto Spazio Tempo: E mo' so veramente cazzi".
Disperato, lo buttai fuori casa e mi convinsi a chiamare Marrico.

Arrivo' di sabato sera. Mi aveva detto che sarebbe entrato in incognito. Dalla finestra vidi un palombaro bianco con scafandro e capii che era lui, perche' aveva lo stesso vestito del giorno della grande nevicata. Entro' a fatica nel portone, dove ormai c'era una ressa per conquistare i posti vicino all'entrata. C'erano mamme nude, anziani col libretto della pensione, bambini con il cartello "Santo Subito", religiosi in preghiera. Tutti ad aspettarlo.

Entro' con nonchalance scivolando leggermente nel battente dell'androne. Lo scarpone da palombaro gli sego' il tendine della gamba destra, ma prosegui imperterrito. Ci fu un momento di silenzio tra la folla che ammiro' l'eleganza del vestito e che lo fece passare senza troppi problemi.
Improvvisamente il capo di Tritafone lo chiamo' sul cellulare. Marrico aveva attivato l'account unico infraoperatore, che gli fece squillare contemporaneamente tutti i 1.600 cellulari che aveva nello scafandro, illuminandolo a giorno. La folla immediatamente capi' e cerco' di linciarlo strappandogli i vestiti di dosso.
-"Ha piu di 1.000 cellulari!!! Prediamoglieli tutti. Saranno 700.000 euro di valoriiii" - urlo' Bertone inferocito, ancora incazzato per il pagamento a prezzo pieno dell'iphone 6.
-"Si prendiamoglieli e diamogli una bella lezione" - aggiunse la signora Anselmi, piegata in tre dall'artrite suprema.
Dovetti sparare con la pistola sottratta a Merio Bertone per liberare Marrico dalla folla. Putroppo azzoppai definitivamente la Anselmi, colpita dal 5 proiettile all'altezza del femore.

-"Prenditi un Yotta, Giacomi, esce il 15 Novembre. E' russo e' ottimo, meglio dell'Iphone"
-"Ma io volevo un Iphone 6 Plus, che in America va tantissimo"
-"Giacomo, se vuoi ti faccio rimpacchettare il tuo e ti trovo un Plus, ma ci perdi 4 o 500 euro. Prenditi il nuovo Lumia, e' da urlo. Te lo faccio 800 euro"
-" Ma costa 400 in negozio" - dissi timidamente
-"Quello e' il 16 giga. Io ti sto dando un 200 giga con 100 megapixel di fotocamera"
-"Prendi anche un BlackBerry tipo Ipad. Te lo faccio 250, se me lo prendi il martedi'. Mi fa budget, capito, Giacomi"
-"Papa', voglio subito un Iphone 7. Signor Marrico me lo procura ?"
-"Guarda Linda, mi dovrebbero fare una fornitura di due o tre Iphone 7 per prova a me che sono Terminal Manager e forse di un Iphone 8, che uscira' nel 2018. Ma dammi una settimana"

Comprammo tutto. Tutto. Tutti i 1.600 telefoni, piu' una call a comprare gli Iphone 7 8 e 9.
Marrico ci disse che l'Iphone 9 aveva anche una app incorporata per la misurazione della glicemia nelle urine (si pisciava direttamente sullo schermo senza troppi complimenti avendo anche la temperatura) e per la rettoscopia. Era talmente sottile che poteva essere utilizzato immediatamente e con grande sollievo.
Con l'ordine ci regalo' 3 IWatch, 2 Galaxy Connector, 150 cavi di ricarica. A nostra volta per gratitudine comprammo una ulteriore call per 100.000 euro per l'IPhone 10. Pareva avesse una funzione per riscaldare appartamenti fino a 200 mq. 
Avevamo dato fondo a tutti i nostri risparmi ed eravamo pieni di smartphone e di cavi. Linda piangeva disperata perche' voleva l'Iphone 11, che secondo Marrico potevi anche usarlo come dissalatore dell'acqua di mare. Marrico era ricco. Io ebbi dei conati di vomito quando vidi i 150 Yotta accesi sul tavolo con i caratteri in cirillico non modificabile.
Marrico si dileguo'. Corse per le scale e, mentre Modam cerco' di dirgli che il Relativismo Relativo era disfunzionale alle teorie di Einstein e che lui aveva detto a Apple che l'Iphone 10 consumava troppa batteria per riscaldare la casa, e che lui aveva gia' due call per l'Iphone 12 che gli davano diritto subito a 400 paia di scarpe camouflage, Merio sparo' a Marrico sulla schiena con la mia pistola che avevo lasciato nelle scale per non essere incolpato della gambizzazione della Anselmi.

Sono passati due mesi da quel giorno. Marrico, come grande invalido, si occupa di vendita di libretti al portatore alla Banca di Credito Cooperativo della Lunigiana. L'unica banca senza app per il conto corrente.


giovedì 26 dicembre 2013

La tempesta perfetta





E lo so che siete tutti indaffarati a preparare le libagioni della vigilia mentre io sto scrivendo il raccontino di Natale, un pezzo fondamentale della tradizione del blog.
A prima vista sembra un Natale come tutti gli altri anche nel nostro condominio, Mariella è agitata per preparare la cena, Linda ha già chiesto un Iphone 5S, un MacBook Air, delle scarpe underground e un nuovo piumino per sciare, mentre i nonni segnano i giorni sull'agenda nell'attesa del nostro ritorno verso le terre del Centro Italia.
Si sa che dobbiamo mettere su quei quattro o cinque kili per soddisfare le ansie da nutrimento delle famiglie e, per evitarli, ho iniziato a studiare le pratiche anoressiche per procurare il vomito, unica difesa ai dilaganti pranzi natalizi.
-"Che vuoi per Natale, mamma ti prepara un cinghialetto col sugo? Quando tornate? Quando ripartite? Annita mi ha anche preparato 100 ovetti freschi freschi di gallina che mangia nell'orto, non come quelle schifezze che comprate lassu"
-"Mamma, ma per fare 100 ovetti freschi Anita deve avere un'industria, altro che orto!"
-"Guarda che Annita è tanto brava, papà conosceva il marito da quando erano ragazzini, loro le uova le sanno fare"
-"Ma mica le fa Anita le uova"
-"E ma è tanto brava, devi vedere come tiene le galline, sono tutte pulite"
-"Ma che gli fa, il bagno alle galline?"
-"Annita ha anche il ruscello che passa nel mulino, il Cantaro, l'acqua è pulitissima, mica quella che bevete voi che ha ancora la diossina di Seveso"
-"Ci lava le galline nel Cantaro? E guarda che la storia della diossina è di 30 anni fa"
-"Ma c'è stato anche Cernobyl. State attenti alle verdure per la bambina"
Il condominio è elettrizzato, si vede dal numero dei babbi natale attaccati al balcone, ormai più dei balconi disponibili.
E' partito tutto da lì qualche settimana prima: i Babbi Natale appesi avevano scatenato la gara all'addobbo migliore.
L'Anselmi aveva agghindato l'entrata con due madonnine votive, tredici lumini rossi e una stella di Natale con attaccata la ricevuta di versamento all'associazione per le leucemie.
Marrico aveva cosparso di Bayern cimici tutto il pianerottolo e aveva incollato neve finta intorno alla porta. La tradizione partenopea era tenuta viva con un gigantesco presepio, fatto di statuine a misura naturale. I re magi, alti un metro e ottanta, erano stati messi nelle scale, uno per piano, ed erano spostati allo scalino successivo ogni giorno per testimoniare l'avvicinarsi dell'Epifania. Un inquilino del quinto piano, Endrigo Stellini, console spagnolo a Milano -ci teneva alla pronuncia Steglini del suo cognome- denunciò Marrico per "discriminazione religiosa" sostenendo che aveva artefatto i Re Magi, tradizionalmente neri "con una pelle tipica dei bianchi, peraltro anche mal disegnata con messaggio chiaramente razzista". Non contento, lo aveva anche denunciato "per procurato allarme da cimice dei letti" e "per il tono di voce che tormenta il sonno e il riposo dei vicini quando è al telefono con Edith, suo agente immobiliare". Terminò dicendo che "in Spagna questo non sarebbe mai successo".
Modam aveva puntato invece tutto sulla tecnologia: un ologramma proiettava film porno soft all'interno dell'ascensore, costruiti integralmente al computer Diablo, un orrendo processore da 3 Peta, con i seguenti improbabili titoli: "Babbo Natale e le renne accaldate", "Babbo, Natale e Natalina", "La Befana è tutta tana" e anche "Rocco castiga l'Anselmi e la sua artrite".
L'eleganza della proiezione, il realismo e soprattutto le peripezie di Rocco gli erano valse una nomination al "Porno IT Award" e il linciaggio da parte del gruppo di consoli spagnoli in Europa invitati da Stellini per gli auguri.
Merio Bertone odiava il Natale e aveva coperto il suo ingresso da libri murati con cemento vivo mentre Gropius aveva sparato con un fucile Winchester ai babbi natale appesi nei balconi, considerandoli uno scempio per l'umanità. Sbagliò purtroppo la mira e invece di colpire i Babbi Natale nudi, che Modam aveva proiettato come ologrammi sul proprio balcone, colpì il figlio di Stellini che si era affacciato sul balcone con un cappello a lucine di Babbo Natale.
Endrigo Stellini denunciò il figlio per "essersi venduto ai simboli di una festa finto religiosa". Nella denuncia non furono risparmiati gli elogi a Gropius, unico baluardo verso lo scempio dei Babbi Natale rampicanti, dei cappelli con lucine, degli alberi di Natale cinesi e "del panettone Maina a 1 euro, un nome ed un prezzo oggettivamente inaccettabili".
-"E' prevista per il venticinque una tempesta perfetta sull'Italia, tutte le regioni saranno interessate da fenomeni temporaleschi, con nubifragi, neve fino a due metri sulle Alpi, vento, grandine con importanti disagi alla popolazione" - sembra grave l'allarme dato dalla televisione - "Si sconsiglia di mettersi in viaggio se non per necessità estreme e di restare in casa, soprattutto per bambini, ammalati e anziani".
In contemporanea squilla il cellulare, ovviamente mamma:
-"Giacomoooo, hai sentito? Qui è un disastro, non si capisce più niente con sto tempo. Che fate, non venite più?"
-"Certo che veniamo, ho messo anche le gomme antineve"
-" Che ne faccio delle 100 uova? A proposito, Annita me ne ha portate 200, perché le avevo detto che quelle di Milano c'hanno la diossina"
-"Mamma, ti ho detto che veniamo"
-"Se non venite, posso farci un bel ciambelloncino con le uova"
-"Mamma sei pazza? Duecento uova di ciambellone ci vuole il forno di Bauli per cuocerle"
- "Evvappe, allora le regalo ai poveri le uova. Chiamo don Benedetto, è sempre tanto contento se gli mando qualcosa"
-"Ma ti sto dicendo che veniamo!" - e riattacco per evitare il peggio.
Trenta secondi dopo chiamano per una riunione di condominio urgente. C'è un collegamento in Skype con Cuba, dove era andata a passare le ferie Onelia Onofria, regina delle previsioni sui mercati finanziari. Apparve bella come il sole, con un cielo lindo sullo sfondo e un cane stranamente in kefia:
-"Onelia, ci puoi fare delle previsioni del tempo per Natale qui in Italia?"
-"Vi ho sempre detto che non dovete investire in Italia, fateci un paio di giorni l'anno. Al massimo"
-"Si Onelia, hai ragione. Ma che dobbiamo fare per Natale? E' vera la storia del nubifragio?"
-"Allora, c'abbiamo due scenari. Se la Banca Centrale non stampa moneta, qua salta tutto. Avete visto il prezzo dei pistacchi di Bronte e dei capperi di Pantelleria? Sono crollati"
-"Ma che c'entra col nubifragio?"
-"C'entra perchè se salta tutto non avete neanche i soldi per le calosce"
-"Ma prevedi tanta pioggia, Onelia? Possiamo fare incetta di calosce per poi rivenderle al mercato nero?"
-"E che ne so io, so solo che qua a Cuba le calosce le regalano. A Natale non piove mai. State attenti all'effetto Spagna, nel 2011 è successo un casino"
Alla parola Spagna, Stellini si inalbera, stacca subito i fili del computer e compilò una nuova denuncia. Gli altri condomini iniziano a litigare per le solite storie dei millesimi. Intanto inizia la pioggia, dopo poco la casa di Merio è allagata e lui non riesce ad uscire dopo essersi murato dentro.
Un pò per abitudine, un pò per evitare la tempesta perfetta, si parte per il Centro Italia.
Arrivati dopo 10 ore di viaggio estenuante, mamma ci accoglie con il cinghiale vivo in giardino e con le uova disposte in terra nel salone. Linda urla spaventata dal cinghiale mentre Mariella allinea tutte le schiscette col cibo milanese già preparato sul tavolo, mamma per errore -forse- chiama don benedetto per regalare tutte le schiscette ai poveri, io metto subito "Last Christmas" degli Wham, Linda apre il regalo di primo pomeriggio e piange disperata perchè non c'è l'Iphone 5S ma una cucina completa rosa "Bambini belli bambini ai fornelli", quando un tuono spacca il cielo e capiamo che è l'inizio della tempesta perfetta.
Mentre tutti tacciono spaventati, noto che le uova sparse nel salone hanno stampigliato una scritta inquietante: "uova fresche da area metropolitana di Napoli coltivate nella terra confiscata alla camorra".
-"Mamma, altro che galline lavate nel Cantaro, qui le uova vengono dalla terra del fuoco"
-"Guarda che me le ha date Annita, io mi fido ciecamente"
-"Ma mamma è roba avariata. Secondo me Anita è in galera"
Mamma ne beve tre crude per dimostrare che è tutto a posto, si accascia per l'impennata del colesterolo, Linda consegna a don Benedetto la cucina per i poveri, io scorgo Onelia Onofria che ha messo davanti casa un banchetto per la vendita delle calosce, mentre il telegiornale annuncia:
-"I disagi da maltempo stanno devastando l'Italia. A Milano è grave Merio Bertone, un pregiudicato  italo tedesco noto per lo spaccio di alimenti contaminati, in particolare latticini e uova, che si era murato dentro per evitare i controlli".
Insomma, il solito Natale. 

domenica 15 dicembre 2013

E' nato il nuovo Piero Manzoni




-"Buongiorno, vorrei comprare tele e pennelli, sa non ho mai disegnato niente, mi sento però una grande vena artistica"- esordii al negozio La Foppa una mattina di Dicembre.
-"Guardi se deve iniziare le consiglio un album A4 e degli acquerelli"
Tornai a casa con quattro tele 150 cm per 150 cm, grandi quanto una parete, dieci kili di colori ad acrilico, pennelli da verniciatore di camion, decine di spatole e litri di lucidatura finale.
Sentivo di avere tanta passione per l'arte e che avrei potuto produrre grandi capolavori. Non avevo mai preso il pennello in mano fino a quel momento, ma anche Pollock doveva aver iniziato in qualche modo.
E poi a schizzare il colore sulla tela sono buoni tutti, mi dissi certo del risultato.
Mi aprì il portone del palazzo il solito Merio Bertone, appena tornato dalla Germania, segnalandomi come i colori che avevo preso erano molto coerenti con la letteratura dell'Ecuador su cui prossimamente avrebbe scritto un saggio
-"Ha mai letto Alicia Cossio? Ha scritto dei libri meravigliosi"- disse
-"Scusa Bertone ma ho la mano in anchilosi per il freddo"
-"Si tratta di una serie di racconti inter-generazionali, non ti possono mancare"
-"Guarda Merio, devo anche andare urgentemente in bagno"
-"Allora leggi Letteratura da bagno, un saggio che ho scritto due anni fa in preda ad una gastroenterite. L'ho scritto in russo, ma è molto semplice"
-"Merio, sto impazzendo, ti devo salutare"
Tentò di nuovo di parlare di un altro saggio che aveva composto sui quarantenni artisti di strada delle capitali del Baltico, ma io, in preda agli spasmi dell'intestino, gli lanciai 5 euro sulla grata e lui corse a prenderli.
Merio era un genovese di ferro e i soldi lo facevano andare via di testa. Marrico una volta gli aveva inviato una richiesta di rimborso per un calcolo errato dei millesimi dell'appartamento e Bertone aveva murato uno sgabuzzino pur di non pagare 250 euro.
Rincasai in preda agli spasmi più convulsi e nell'ascensore vidi un Modam entusiasta.
- "Buongiorno, vedo che si dà all'arte"
-"Ma è solo per cominciare" - mi difesi, contorcendomi dal dolore
-"In base ai miei algoritmi, lei sarà un grandissimo artista. Lo so da molto tempo. Le compro subito un quadro per 1.000 euro"
-"Ma io non ho ancora mai prodotto nulla"
-"Meglio. Venga subito su da me che le dò un assegno. Anzi, le compro anche i futuri 10 quadri per 15.000 euro"
Io stavo malissimo e avevo soltanto bisogno di un bagno, ma non sapevo cosa dire.
Modam mi fece entrare in casa dove aveva costruito di tutto. C'era anche una lavatrice che lavava i panni senz'acqua, attraverso un sistema simile al microonde. Aveva computer talmente sottili che li usava come tovagliette per apparecchiare, e megaschermi misurabili in centinaia di pollici.
-"Sai, per archiviare le mie foto, ho un sistema da 2 PETA"- affermò solenne
-"Ma cosa sarebbero i Peta?" - chiesi allarmato. Sentivo nel frattempo lo stomaco che bolliva e non riuscivo più a tenermi. Avevo delle coliche fittissime.
-"I peta sono più dei tera e meno degli Yotta. E meno ancora dei Brontobyte" - disse con sicumera
-"Ecco l'assegno per i suoi quadri, 15.000 euro. Ho fatto l'affare della mia vita".
Presi l'assegno e andai subito via con tutto il mio armamentario. Sentivo una responsabilità creativa e sentivo che Modam era veramente un visionario.
Rincasai cercando di non farmi notare. Avrei spiegato dopo dei quadri e di Modam.
-"Papà i colori, che belli!" - urlò Linda in preda all'eccitazione - "E i pennelli, e i quadri. Li usiamo subito, facciamo subito un quadro, dai, dai papà"
Vidi la faccia di Mariella inferocita, mentre io ormai non avevo più alcuna riserva.
-"Ma tu pensi di usare questa roba in casa?  Sarai mica impazzito?" - disse - "Lo sai che mi hanno appena tamponato, scendi per favore a vedere e sistemare, invece di fare l'artista"
-"Ma Modam mi ha già prenotato delle opere" - cercai di spiegare tutto, ma non ci fu verso e così, per non peggiorare la situazione, scesi immediatamente nel cortile.
Il freddo improvviso alimentò l'energia della colica, ora insopprimibile.
Mi piegai in due dal dolore, quando vidi improvvisamente la Range Rover Evoque, prima mia e poi ceduta a Mariella in cambio di un contratto con Car2go, devastata da una Mini che le si era incastrata dietro.
-"Ecco vedi, questi con i SUV dovrebbero metterli tutti in galera. Ha anche i sedili in pelle marroni. Sarà un evasore" - mormorava uno del crocicchio che si era formato.
-"E' anche un truzzo, l'ha presa bianca e col tetto panoramico" - rinforzò un altro imbecille
-"E la lascia guidare anche alla moglie. Quella non si è accorta che la Mini le stava venendo addosso. Bastava un'accelerata e non succedeva niente"
-"Guarda, io questa gente qui la manderei a lavorare" - fomentava uno che riconobbi essere Marrico, che si era nascosto tra la folla. Non aveva mai digerito la storia delle cimici e quindi seminava zizzania. -"Ma ti pare che io devo rinunciare allo sterminatore di cimici all'ozono e questo qui compra una macchina del genere per la moglie?"
Ripiegato dagli spasmi entrai in macchina per spostarla, mentre Marrico si dileguava sperando di non essere visto.
A Bertone non sembrò vero di riagganciarmi:
-"Ma Giacomo, va ancora in giro in auto? E' una cosa da primitivi."
-"Lo so, veramente la usa mia moglie, io vado in giro con Car2go"
-"Non so cosa sia, ma dovrei scrivere un saggio nei prossimi mesi" - aggiunse - "Ma perchè non compra dei libri invece di comprare questi giganteschi oggetti inquinanti?"
-"Eccome ci vado in  ufficio, al mare e in montagna, col tram?"
-"Esatto, hai visto le catenarie a cui sono collegati i tram? Le ha inventate Benjamin Outram e ti possono portare ovunque"
-"Mero, ti prego, non mi sfrantecare, mi sto sentendo male, devo rimettere la macchina e ho una terribile colica"
"Sto per scrivere un saggio sulle coliche da trasporto tranviario..."
Non ne potevo più. Saltai giù dall'auto che rimase in mezzo alla strada, corsi in casa in preda a convulsioni profonde, ero bianchissimo e sudavo, l'ascensore ci metteva un'eternità, mi sganciai i pantaloni ed entrai in casa saltellando, spintonai Mariella e feci per entrare nel bagno, quando vidi Linda che stava usando i colori sulla tela 150*150 che mie era costata uno sproposito.
Feci per fermarla ma Mariella mi sbandierò lo scontrino del negozio d'artista.
Iniziai a spiegare che volevo diventare un'artista, che avevo avuto sempre la vena da bambino, che avevo già degli estimatori che mi anticipavano un sacco di soldi, quando improvvisamente l'intestino mollò il colpo d'improvviso e si lasciò andare sul quadro senza ritegno alcuno.
Modam entrò in quel momento esatto, e mentre Linda piangeva e Mariella deprecava il momento in cui mi aveva conosciuto, iniziò a urlare entusiasta:
"E' nato il nuovo Piero Manzoni! E' nato il nuovo Manzoni! Io l'ho già comprato! E' mio, è mio!"
"Ma c'è un odore orribile" - disse Linda
"Meglio,  meglio, ora lo filmo subito con telecamera 5 D che restituisce anche l'odore"
Io ero sfinito, ma definitivamente felice. Sentivo che avevo svoltato.